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Il Sugru (altrimenti detto “Il pongo dei grandi”) su Olympus E-PL3 e Acer Liquid

La Olympus E-PL3 è una fotocamera piena di pregi nel settore delle mirrorless: molto compatta, autofocus fulmineo e preciso, compressione jpeg non eccezionale ma qualità raw degna di nota.

Chi però decide di rimanere ancorato alla propria Olympus E-PL1, ignorando sia la quasi identica ma meno charmante Olympus E-PL2 che la decisamente migliorata E-PL3, ha in genere una argomentazione inoppugnabile: non si sa come piffero impugnarla, la PL3; perché capiamo che si voleva tenerla piccola, ma la sua maneggevolezza è la stessa di una lastra di alluminio zigrinato.

Intendiamoci, in qualche modo la si riesce a tenere con una certa sicurezza, magari sforzando le dita della mano destra un po’ più del necessario; tuttavia non ci si sente mai del tutto tranquilli durante il suo utilizzo, specie in ambiti vertiginosi come può essere questo. Mi direte: nella confezione non c’era il laccio per il collo? Sì, c’era, ma è scomodo, manda a farsi benedire la tascabilità della fotocamera e se volete girare video incrementa terribilmente i (già rilevanti) rumoracci che finiscono nell’audio.

Constatato che non riuscivo a separarmi del tutto dalla grandiosa impugnabilità della E-PL1, avevo due scelte: procurarmi un fascinoso grip per la PL3 prodotto da gente seria (tipo questi), rischiando il patatrac quando si fosse logorato il collante, o farmene uno io con il sugru che mi era giustappunto arrivato a casa.

Vi prevengo: l’aspetto estetico della fotocamera in tal maniera è collassato da “un po’ squadrata ma elegante” a “mio dio vomito”. Purtroppo il sugru nero non è proprio proprio nero, è quel grigetto lì; è palesemente plastica che contrasta con la finezza del metallo nero zigrinato; e non c’è verso, la linea originaria vedeva le impugnature come sabbia negli occhi, e mettercene una non fa che tradirla in modo indecoroso.

Constatato il palese peggioramento estetico della fotocamera, il miglioramento funzionale è altrettanto palese una volta provato a tenerla in mano: niente più crampi alle dita anche per sessioni fotografiche moderatamente lunghe o nell’utilizzo di obiettivi un po’ fuori misura, massima sicurezza col minimo sforzo muscolare.

Il sugru è un materiale venduto in bustine sigillate dalla consistenza e modellabilità simile al pongo, ma che nell’arco di 24 ore dal momento in cui è esposto all’aria diventa tenacemente rigido, e ciò che all’inizio era solo un pur potente potere adesivo diventa un vero e proprio potere incollante. La sensazione di solidità che dà la (brutta) impugnatura che ho modellato sulla mia fotocamera è paragonabile a quella di un’impugnatura uscita così di fabbrica.

Nella foto potete notare una texture applicata all’impugnatura: una volta modellatala come mi sembrava si adeguasse bene alle mie dita, mi sono guardato intorno alla ricerca di qualcosa che creasse ruvidezza, per migliorare ulteriormente la presa, e ho trovato l’anello di gomma di un vecchio obiettivo c-mount che già mi è servito da cavia per diversi esperimenti impronunciabili.

Su sugru.com si possono trovare molti spunti sull’utilizzo del prodotto, su cosa usare come texture, su quanta gente pazza c’è al mondo. Una volta che uno strumento del genere entra nella vostra vita non immaginate quante cose comincino a sembrare improvvisamente migliorabili.

Se non ci credete, ho un altro esempio. Mi sono sempre lamentato della forma idiota dell’Acer Liquid (un telefono Android con un bello schermo ma un pessimo touchscreen e pochissima ram): i bordi arrotondati lo rendevano “saponettoso”, mi sgusciava via o cadeva direttamente in testa quando lo usavo per leggere ebook a letto. Quando ho avuto modo di rivederlo (lo uso come secondo telefono) dopo l’avvento del sugru ho ovviamente pensato che tutto questo poteva essere sistemato.

Un cambiamento come dalla notte al giorno.

Note:

-la Olympus E-PL3 ha altri difetti oltre alla mancanza dell’impugnatura di cui non era questa la sede per parlare, ma questa è l’unica regressione che ho percepito davvero rispetto alla E-PL1.

-l’Acer Liquid A1 è un vecchio telefono che ho rivoltato come un calzino più volte, ed è fuori mercato da 6 mesi dopo la sua commercializzazione, quindi non mi sono fatto problemi a torturarlo crudelmente.

-pare che il sugru si possa rimuovere, facendo il grosso con un taglierino e rifinendo con un panno e un po’ di pazienza. Il taglierino è vostro amico anche durante la “lavorazione”, per quanto richieda comunque molta manualità riuscire a ottenere righe dritte e forme non tondeggiantemente plasticose.