Etichettato: facebook credits

Acquisti su Facebook pagando con paypal, non ricevi il prodotto, apri una contestazione su paypal, nessuno ti considera, ti ridanno i soldi… Dopodiché…

Ti sloggano da Facebook e quando rifai il login:

Informazioni sulle contestazioni relative ai crediti Facebook

Con questo messaggio intendiamo comunicarti che alcuni addebiti sul tuo account Facebook sono stati oggetto di contestazioni.

Se non hai sollevato tali contestazioni ti invitiamo a contattare il tuo organismo finanziario o chiunque condivida la tua fonte di finanziamento per chiedere maggiori informazioni.

In futuro, ti invitiamo a metterti prima in contatto con noi per qualsiasi domanda o problema relativo agli acquisti su Facebook: a tale scopo, visita il Centro assistenza di Facebook all’indirizzo seguente:https://www.facebook.com/help/?page=271530469565859. Un rappresentante di Facebook sarà lieto di aiutarti a risolvere il problema e approvare eventuali rimborsi, ove appropriato. Facebook gestisce tutte le contestazioni e le richieste valutandole caso per caso.

Nessuna limitazione è stata applicata al tuo account in seguito a tali contestazioni, tuttavia, se dovessimo ricevere ulteriori contestazioni, potremmo adottare misure quali bloccare i tuoi pagamenti su Facebook in maniera definitiva, per proteggere Facebook e la nostra comunità di sviluppatori da contestazioni ripetute. Per qualsiasi domanda relativa a questa e-mail, ti invitiamo a visitare la sezione dedicata alle contestazioni del nostro Centro assistenza all’indirizzo https://www.facebook.com/help/?page=227193600629058.

Il nostro obiettivo è migliorare la tua esperienza con i crediti Facebook, pertanto la tua opinione è importante. Per aiutarci a rispondere alle tue domande, compila il questionario alla pagina successiva.

Grazie per la collaborazione.

Il team di Facebook per la gestione delle attività a rischio

La storia

Volevo leggere alcuni articoli del numero 285 di The Games Machine, rivista di videogiochi che leggevo assiduamente anni fa. L’opzione cartacea era più costosa sia in termini di denaro che in termini di smaltimento (non ho più posto per cose di carta che escono tutti i mesi), così ho approfittato dell’opzione Facebook, dove è possibile pagare meno di 1 euro ogni numero della rivista. Dunque faccio l’acquisto pagando con paypal (è un pagamento per acquistare i Facebook Credits necessari per acquistare la rivista), cerco di arrivare alla pagina della rivista che mi interessa leggere, e invece mi viene nuovamente chiesto se la voglio acquistare. Prova che ti riprova, non c’è verso: ho pagato per qualcosa che non ho ottenuto.

Avendo perso interesse a risolvere il problema, mi sono illuso pensando che se Facebook fa una cosa (=permette i pagamenti paypal) allora vuol dire che è in grado di gestirla, così ho deciso di aprire una contestazione su paypal. Non è che volessi i soldi indietro (78 centesimi!), ma pensavo che ci avessero pensato: qualcuno prima o poi avrebbe aperto una contestazione paypal. Avrei dovuto capirlo quando ho visto che la mail di pagamento non era quella dello sviluppatore dell’applicazione, ma paypal-charges@support.facebook.com. Quindi sì, qualche sistema per veicolare i pagamenti paypal l’hanno messo su, ma se qualcuno fa qualcosa di appena diverso apriti cielo.

La contestazione è stata da me compilata con amore  e dovizia di particolari. Potevano mandarmi una risposta automatica “ti preghiamo di chiudere questa contestazione e aprirla su Facebook dalla pagina Impostazioni di pagamento, che là riusciamo a gestirla”, ma anche “no, col cavolo, non hai modo di dimostrare che non hai ricevuto il bene digitale, ti attacchi”. E invece niente, il silenzio più assoluto. A un certo punto paypal mi chiede “senti, ma il tuo problema l’hai risolto? Se sì, chiudiamo la pratica; se no, convertila in un reclamo”. Be’, io l’ho convertita in un reclamo ovviamente: magari come reclamo mi avrebbero dato retta. E invece no, il silenzio è proseguito. Finché sono scaduti i termini e mi hanno ridato i 78 centesimi.

Da tutto ciò ho tratto degli insegnamenti: è meglio che lasci passare molto tempo (e diversi cicli di rodaggio da parte di ulteriori milioni di persone) prima di riprovare a fare acquisti via Facebook; non devo dare per scontato che chi macina milioni di dollari nel ramo dell’informatica sia necessariamente più furbo di me che vivo un po’ più terra-terra; forse sono finiti i tempi in cui le impostazioni su Facebook erano distribuite con la cura e attenzione di un mitragliatore gatling, giacché adesso sembrano effettivamente posizionate con più raziocinio.